"Il dna dei sardi d'Ogliastra non può essere utilizzato se non dopo una nuova autorizzazione" e così la banca dati venduta di recente "è bloccata", lo sostiene il deputato Mauro Pili (Unidos), secondo il quale "la decisione dell'Autorità garante è chiara e netta: senza un nuovo consenso quei dati sono carta straccia. Il mio esposto urgente al Garante per la protezione dei dati personali è stato sostanzialmente accolto con la revoca di fatto dell'autorizzazione alla gestione della banca genetica nella disponibilità del consorzio Genos acquisita dalla società Tiziana Life Sciences, con sede a Londra e quotata nell'omonima borsa londinese".
"Nella mia denuncia – ha spiegato Pili – era richiamata la palese violazione di norme nazionali e internazionali considerata la stessa 'Raccomandazione del Consiglio d'Europa' sui test e gli screening genetici a fini di cura che devono essere effettuati in conformità ai principi fondamentali di protezione e di sicurezza dei dati stabiliti dalla Convenzione per la protezione degli individui con riguardo al trattamento automatizzato dei dati personali. Ora deve essere valutata la revoca della cessione della banca dati perché si possa riprendere il percorso pubblico di quel progetto genetico interrotto prematuramente".
"E' fondamentale la disposizione dell'Authority che obbliga a qualsiasi nuova società di 'ricontattare gli interessati, al fine di rendere loro un'idonea informativa e raccogliere una nuova manifestazione di consenso nei termini illustrati nel presente provvedimento'. In questa direzione era stata esplicita la richiesta contenuta nel ricorso che presentai al Garante – ha sottolineato il deputato – chiedendo necessariamente l'obbligo di sospendere cautelativamente ogni eventuale autorizzazione in essere all'utilizzo della banca dati genetica e di valutare la revoca definitiva se fossero riscontrati elementi tali da rendere necessario anche tale provvedimento".







