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Start up innovative, incubatori d'impresa, spin-off universitari, fablab sono i luoghi dove si stanno formando e cominciano ad agire i nuovi city makers, gli artigiani digitali. E' il nuovo tipo di manifattura italiana che comincia a rappresentare una parte significativa dell'attuale economia urbana e il cui futuro è nel concetto di "fabbrica digitale". E' quanto emerge dal rapporto "Dallo smontaggio della città-fabbrica alla nuova manifattura urbana", pubblicato dal Censis e diffuso oggi a Roma nel convegno "Le Città dei Maker", organizzato alla vigilia della Maker Faire, la rassegna europea dei nuovi artigiani digitali. La nuova manifattura è caratterizzata da una produzione sempre più personalizzata e con bassi impatti ambientali e si alimenta con attività altamente sperimentali sviluppate da università e centri di ricerca. Beneficia, inoltre, della vicinanza a mercati particolari (evoluti o di nicchia), e della presenza di lavoratori qualificati. Lo studio analizza queste fenomenologie e tratteggia l'ecosistema innovativo nelle grandi città italiane. Milano si colloca al primo posto primeggiando in quasi tutti gli indicatori, ma è superata da Roma per numero di spin-off. La Capitale si piazza al secondo posto, subito prima di Torino, più forte per capacità di generare startup a carattere manifatturiero. Il futuro della produzione manifatturiera, secondo lo studio, è nel concetto di "fabbrica digitale". Nell'ultimo decennio gli investimenti hanno registrato un calo significativo nel nostro Paese, mentre gli investimenti digitali hanno avuto un incremento di 4 punti percentuali. Qualche effetto si vede, ad esempio il commercio elettronico nel fatturato delle PMI è passato dal 4,9% nel 2014 all'8,2% del 2015. Ma sono i fablab, piccole officine che offrono servizi personalizzati di fabbricazione digitale, che forse rappresentano il fenomeno che meglio esemplifica queste nuove tendenze: sono in crescita costante (115 nel censimento di Make in Italy di settembre 2016) anche se hanno una distribuzione sul territorio ancora molto disomogenea.