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"Capisco che ci sono problemi di compatibilità di bilancio, ma immagino anche che la quota di risarcimenti e indennizzi dovuti a 600 pescatori non sia questa grave incidenza sul bilancio dello Stato". Lo ha affermato il deputato di Sel, Michele Piras, replicando alla Camera alla risposta del sottosegretario Domenico Rossi sulle interpellanze relative alla lotta dei pescatori a Capo Frasca.

"Mi chiedo il perché di questa lentezza, di questa farraginosità, spesso anche con rimpalli di responsabilità, quando si tratta di diritti dei lavoratori, quando si tratta delle condizioni materiali di persone che sono parzialmente impedite nell'esercizio della loro attività lavorativa e sono spessissimo famiglie monoreddito – ha aggiunto – che non campano nell'oro, che non hanno grandi riserve, grandi capitali accantonati".

Secondo Piras, "dopo il risarcimento e dopo l'indennizzo finché durerà, quei cieli vanno liberati, quei mari vanno ripuliti. Va riconvertito l'uso di quella penisola, di quella lingua di terra e di basalto, va riconvertito l'uso delle strutture che lì ci sono, che potrebbero servire all'economia civile, persino a quella turistica; va lasciata libera la popolazione di autodeterminare il proprio sviluppo economico in una terra bellissima, ricca di storia e di spiagge".