Sorpasso "notturno" del Milan. Ma Cagliari a sorpresa lassù, al sesto posto: a un punto dal Napoli e a tre dalla coppia di seconde, Milan e Roma. Nessuno, nemmeno il più ottimista dei tifosi, lo avrebbe potuto immaginare. Certo, 13 punti in otto partite vanno considerati 'fieno in cascina' per il discorso salvezza. Ma l'ambiente rossoblu è carico: la sfida di domenica prossima al Sant'Elia con la Fiorentina ora ha tutto un altro sapore. Molti supporter ieri sono andati all'aeroporto ad accogliere gli "eroi" della Scala del calcio: Melchiorri, decisivo nella vittoria con l'Inter, il più "selfizzato".
Poi a seguire il solito Bruno Alves. Un successo storico, quello con i nerazzurri, ma non insolito: tra le grandi l'Inter è la squadra che teme di più i rossoblu quando gioca in casa. Va così dai tempi di Riva: nell'anno dello scudetto Rombo di Tuono e compagni rimediarono a San Siro una delle due sconfitte del campionato (l'altra a Palermo). Ma nel 1968 vinsero due a zero. E nel 70-71, alla quarta giornata il Cagliari dominò e vinse 3-1-. Ancora vittorie nel 1974, nel 1982, nel 1995. Sino al più largo successo della storia dei match a Milano, quel quattro a uno dell'era Zeman nel 2014. Ieri la vittoria in rimonta che per il Cagliari significa anche stop alle sconfitte esterne.
La squadra di Rastelli si era messa sulla buona strada per continuare il filotto nel primo tempo con un atteggiamento molto simile a quello delle precedenti uscite fuori casa. Ma nella ripresa si è trasformata: il gol dopo aver sfiorato il vantaggio. E poi alla lunga si è ripresa la partita. Come? Costruendo e giocando. I gol sono stati la logica conseguenza. Azzeccata la scelta di rilanciare dal primo minuto Melchiorri: l'ex Pescara, che già aveva deciso la sfida in casa con la Samp, è stato determinante anche con l'Inter. Facile il riepilogo: due presenze, due gol. E aria di convocazione in Nazionale che tira sempre più forte.







