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Prende forma il prestito previdenziale della Regione Sardegna: la misura di politica attiva nata per sostenere la condizione di circa 500 lavoratori over 50 che, nella perdurante crisi economico-finanziaria dell'ultimo settennio, hanno visto interrompersi le loro carriere lavorative (e contributive) poco prima del perfezionamento dei requisiti per la pensione anticipata. Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dall'assessora del Lavoro Virginia Mura.

La misura, che è già allineata all'Anticipo pensionistico (Ape) predisposto dal Governo e ha una dotazione finanziaria di 7,5 milioni di euro attraverso un Fondo rotativo, consente ai lavoratori, attraverso l'erogazione di un prestito, di colmare il periodo di contribuzione previdenziale mancante (fino al massimo di nove mesi) per il raggiungimento del trattamento pensionistico anticipato. Si rivolge a lavoratori "anziani" che abbiano quasi raggiunto quel traguardo, ma ne siano rimasti esclusi per la perdita del posto di lavoro e, nelle situazioni di maggiore gravità, anche del godimento dell'ammortizzatore sociale. La restituzione del prestito potrà avvenire, da parte del lavoratore beneficiario, in unica soluzione oppure ratealmente, nell'arco di massimo 7 anni, a tasso zero. La gestione del Fondo è affidata a Sfirs, società in house della Regione.

Il Prestito previdenziale sarà erogato attraverso una procedura a sportello, che renderà possibile per i soggetti l'accesso continuativo e graduale al prestito, nell'ambito di questa prima sperimentazione e sarà accompagnato da misure di supporto e sostegno al reddito – finalizzate sia al reinserimento nel mercato del lavoro, sia in termini di incentivazione di "cittadinanza attiva" – per i beneficiari. L'avviso pubblico che darà il via alle erogazioni del prestito sarà pubblicato entro novembre.