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E' stata anticipata dal 31 all'8 ottobre la chiusura del periodo in cui vige lo "stato di elevato pericolo di incendio boschivo".

La determinazione, firmata il 7 ottobre dal direttore generale della Protezione civile, Graziano Nudda, ha suscitato le perplessità del consigliere regionale dei Riformatori, Luigi Crisponi, che ha presentato un'interrogazione al presidente Francesco Pigliaru e all'assessore dell'Ambiente Donatella Spano.

Per l'esponente dell'opposizione, la motivazione della chiusura anticipata ha dell'"incredibile", nonostante l'Isola in questo periodo sia martellata da continui incendi di varia intensità. "Le copiose e persistenti precipitazioni che hanno caratterizzato la fine del mese di settembre e la prima settimana del mese di ottobre 2016, hanno determinato una crescita diffusa dello strato erbaceo ed una riduzione del rischio di innesco e propagazione del fuoco", questo il motivo addotto dalla Protezione civile secondo quanto riferito da Crisponi. "Insomma – attacca il consigliere – le attuali condizioni meteo con temperature fra i 20° e i 25° che stanno scompaginando i modelli previsionali della meteorologia sono letteralmente sconosciute negli uffici della Protezione civile e non paiono per la Regione motivo di preoccupazione.

E guarda caso – insiste – su tutti gli incendi scoppiati nelle ultime settimane sono intervenuti solamente i Vigili del Fuoco. Eppure – osserva – risulta che l'allarme fosse stato lanciato anche dai sindacati dei forestali che hanno censurato le scelta di spogliare il territorio di autobotti, vedette antincendio e addirittura degli elementari presidi di protezione individuale del personale per il contrasto al fuoco".