Il prezzo del latte pagato ai pastori scende sotto lo 0,90 centesimi e Coldiretti punta il disto contro la Regione, "rea" di avere abdicato al suo ruolo di intermediazione "garantendo un confronto leale e paritario tra mondo della trasformazione e produzione". Così l'associazione ha disertato gli incontri del gruppo ristretto per la costituzione dell'Organismo interprofessionale convocato dall'assessore all'Agricoltura.
Le motivazioni che hanno spinto l'organizzazione ad abbandonare il tavolo sono contenute in una lettera inviata al governatore Francesco Pigliaru: "in questo momento sono altre le priorità – scrive Coldiretti – Ai pastori i trasformatori stanno proponendo per l'annata che sta per cominciare dei contratti con dei prezzi di remunerazione del latte vergognosi e impronunciabili". Il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba sottolineano che "i produttori non possono essere lasciati soli dalle istituzioni, in balia di una classe di trasformatori che nega le basi fondamentali di ogni rapporto".
E attaccano la Regione perchè lo scorso anno avrebbe mancato di esercitare il proprio ruolo, "quando sulla base di previsioni quantomeno fantomatiche, i trasformatori parlavano di una sovrapproduzione di latte di addirittura 100 milioni di litri rispetto ai 330 milioni dell'annata precedente. Produzione che invece si è fermata a 286 milioni. Questi dati – denunciano i due dirigenti di Coldiretti – testimoniano che la sovrapproduzione di Pecorino romano non è imputabile ai produttori ma all'incapacità di programmare le produzioni da parte di cooperative e industriali privati".







