Un nuovo incontro nei prossimi giorni al ministero dello Sviluppo economico e, stavolta, con i massimi rappresentanti di Vesuvius. Ad annunciarlo è l'assessora all'Industria Maria Grazia Piras, sentita in commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Il merito: la vertenza nata dopo la decisione della multinazionale inglese dell'acciaio di chiudere gli stabilimenti di Macchiareddu (105 dipendenti) e Avezzano (81) entro il 31 dicembre.
"La Regione metterà in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per scongiurare questa soluzione", ha ribadito Piras. La quale ha ricordato i motivi che hanno spinto l'azienda in questa direzione: "Vesuvius ha deciso di delocalizzare la produzione nell'Europa dell'est, l'interlocuzione avuta il 18 ottobre scorso al Mise con i rappresentanti di Vesuvius Italia non ha prodotto risultati apprezzabili. Per questo nel prossimo vertice ci saranno i massimi rappresentanti". Sinora, ha aggiunto la titolare dell'Industria, "la multinazionale ha respinto sia le proposte della Regione, disponibile ad intervenire per abbattere i costi dell'energia e dei trasporti, che dei lavoratori, pronti ad affrontare tagli sul costo del lavoro. La questione è ora in mano al Governo".
La produzione italiana di Vesuvius è destinata principalmente all'Ilva di Taranto, e anche in caso di delocalizzazione dell'impresa continuerà a vendere alle industrie italiane. "Un'ipotesi impensabile", secondo il consigliere del Pd Piero Comandini intervenuto durante l'audizione. Nel dibattito hanno preso la parola anche i consiglieri Fabrizio Anedda (Sinistra Sarda), Gianmario Tendas (Pd), Antonio Gaia (Upc) Pier Mario Manca (Pds), Marco Tedde (Forza Italia) e Gianluigi Rubiu (Udc). Gli ultimi due, in particolare, hanno espresso forti dubbi sul fatto che Vesuvius possa ritornare sui suoi passi e hanno invitato l'assessora a lavorare su una normativa più stringente che imponga alle aziende che svolgono attività utilizzando il suolo sardo, la presentazione di fideiussioni a copertura di eventuali danni all'ambiente.







