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Sono 18 le persone residenti in Lombardia coinvolte nella maxi indagine dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Complessivamente in varie province italiane state fermate 41 persone (di cui 35 in carcere e 5 ai domiciliari), ritenute a vario titolo affiliati al locale 'ndranghetista di Laureana di Borrello, formato dalle famiglie "Ferrentino-Chindamo" e "Lamari", operante in Calabria ma con ramificazioni nel nord Italia. Tre sono stati arrestati in ospedale a Carate Brianza (Monza) mentre attendevano la nascita di un bimbo. Si tratta del marito della partoriente, Fabio Mastroianni, di 27 anni, e del padre e del fratello della donna, Angelo e Mattia Lamari,di 48 anni e 19 anni. I tre, residenti a Limbiate (Monza) farebbero capo direttamente al Locale calabrese e in Brianza sarebbero vissuti per anni acquistando varie proprietà immobiliari. Altri tre fermati sono residenti a Gallarate (Varese): Giorgia Ferrari, di 21 anni, Isabella Salvo, di 46, e il pluripregiudicato Alessio Ferrentino, di 32. A Voghera invece sono finiti in manette Marco Ferrentino, di 36 anni, ritenuto il reggente nella zona pavese, e la sua compagna ventenne Anna Bielova, di origine ucraina; suo cugino, Francesco Ferrentino, di 26 anni; Giuseppe Di Masi, di 28; Antonello Lamanna, di 41; Vincenzo Piromalli, di 57; Pier Giorgio Fabio Aschei, di 55; Marina Panigo, di 57, e suo marito, Fabio Mezzasalma, di 53. Secondo gli inquirenti, tra le province di Milano, Varese e Pavia si sarebbero concentrati i loro interessi attraverso aziende edili che si sarebbero procacciate commesse per lavori privati anche con l'intimidazione. Altre tre società edili di Voghera sequestrate questa mattina sono la Dimasi, la Dima e la Dimafer. Con le indagini è stata individuata e sequestrata inoltre una società di import-export con sede a Roma e Milano, la "United Seed's Keepers", attraverso la quale alcuni degli indagati avrebbero avviato un traffico di cocaina (trasportata nascosta in confezioni di riso), da India e Colombia. Tra le numerose perquisizioni effettuate durante il blitz, anche quella in uno studio legale di un avvocato penalista di Milano, ritenuto vicino all'organizzazione criminale.