“No a qualsiasi forma di ridimensionamento!”. Si mobilitano i cittadini della Barbagia di Seulo e del Sarcidano contro i tagli annunciati dalla Riforma della rete ospedaliera, che colpirà soprattutto le zone interne dell’Isola. Nel mirino della riorganizzazione attuata dal governo ci sono gli ospedali di Sorgono e Isili, ma anche di Muravera e Sorgono. Domani è prevista una manifestazione e gli organizzatori promettono di tirare fuori le unghie se le richieste non verranno accettate.
Accorpamenti, taglio al personale, riduzione dei posti letto, rischio di chiusura per alcuni reparti: sono questi i problemi che deve affrontare i piccoli ospedali del centro Sardegna, unici punti di riferimento oltre ai grandi centri come Cagliari. Da anni si cerca di smussare il superfluo, un’azione che però si traduce nel taglio indiscriminato dei servizi essenziali, come quello del Punto nascita, chiuso dal 2010. Le nascite annuali sono poche e non riescono a superare le 200 unità. Troppo pochi secondo il governo, che ha portato l’asticella per il mantenimento del punto nascite a ben 500 nuovi nati all’anno. Poco importa se questi ospedali servano comuni con condizioni di viabilità disagevole, bassa densità abitativa e dispersione territoriale: da sei anni a questa parte tutto il nord della provincia di Cagliari è costretta a recarsi nel capoluogo per usufruire dei servizi sanitari, anche quelli di base.
“Quello che invece servirebbe per avere un minimo di efficienza nel territorio – raccontano i sindaci – sono sicuramente deroghe a leggi che prevedono un ospedale ogni diecimila abitanti, che non tengano conto della bassa densità abitativa e che garantiscano quantomeno un pronto soccorso con personale medico dedicato, con supporto di Chirurgia Generale e Anestesiologica ventiquattr’ore su ventiquattro”.







