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Oltre 250 sindaci sardi, quasi il 90% dei primi cittadini, hanno manifestato questa mattina per le strade di Cagliari, da piazza del Carmine sino al Consiglio regionale, per chiedere alla politica di farsi parte attiva con il Governo per eliminare il combinato disposto tra il patto di stabilità, che impedisce l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, e il pareggio di bilancio.

In sostanza, più spese ai Comuni e meno vincoli per poter finanziare i servizi ai cittadini. Ai presidenti del Consiglio, ai capigruppo e agli esponenti della Giunta presenti, il vice presidente Raffaele Paci e l'assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, i sindaci hanno consegnato ed illustrato un documento con 10 punti chiedendo "più fermezza" alla Regione nei confronti del Governo e alcuni interventi sul bilancio regionale.

Il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto, ha polemizzato con la Giunta rimarcando l'assenza del presidente Francesco Pigliaru: "sarà anche giustificato, ma oggi c'è la Sardegna intera e lui non c'è e non ci può ascoltare", ha chiarito il primo cittadino.

Nel documento consegnato ai capigruppo e all'Esecutivo, i sindaci chiedono alla Giunta regionale di sollecitare il Governo affinchè iscriva in entrata nel proprio bilancio l'avanzo di amministrazione almeno per la parte relativa alla quota investimenti e che vengano considerate fuori Patto di stabilità le risorse per investimenti, dalla messa in sicurezza delle scuole e del territorio alla viabilità, dell'edilizia scolastica e ai fondi per l'accoglienza dei migranti.

Direttamente all'Esecutivo regionale, i primi cittadini chiedono di rispettare la redistribuzione delle risorse finanziarie, prestando maggiore attenzione nella scadenza del 15 aprile per avviare gli investimenti, di destinare almeno 50 milioni per dare maggiore elasticità ai bilanci comunali, una programmazione studiata con le amministrazioni per soddisfare le esigenze dei territori e un incremento del fondo unico per gli enti locali.