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"Una riforma pessima che denota l'incultura costituzionale di chi l'ha proposta". Così il presidente del Comitato nazionale Scelgo No, Guido Calvi (minoranza Pd), oggi alla Fondazione Berlinguer di Cagliari per spiegare le ragioni del dissenso.

Uno dei 'pasticci' più evidenti riguarda il nuovo Senato, i cui membri, denuncia Calvi, "non sappiamo come verranno eletti, perché questo è rimandato a una legge che ancora non c'è". L'ex membro del Csm ricorda che nelle intenzioni di chi ha scritto il testo, il Senato viene investito della funzione di tutelare i territori.

"Hanno cercato di imitare il modello tedesco in modo insopportabile – spiega – in Germania c'è il Bundesrat e noi avremmo una sorta di Senato delle regioni, ma le due tipologie non sono paragonabili". Perché? "Del primo – risponde – entrano a far parte soggetti indicati dai lander, gruppi inviati per rappresentare i territori e vincolati a votare assieme e suscettibili di essere revocati; del Senato invece farebbero parte consiglieri regionali selezionati all'interno di dinamiche di partiti, senza vincolo di mandato e con l'immunità".

Ma non basta. "Secondo la riforma, la legge di Bilancio è di esclusiva competenza della Camera. Ebbene – argomenta Calvi – se il Senato, che rappresenta le regioni, non ha la possibilità di interloquire sulla formazione del bilancio, allora come fanno i suoi membri a tutelare i territori di provenienza?".