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"Terrorismi, flussi migratori, coesione e sicurezza, insieme alle conseguenze dei cambiamenti climatici, sono problemi che pesano su tutta l'area mediterranea. Per affrontarli e vincerli servono più integrazione e cooperazione: la politica euro-mediterranea deve andare verso un maggior pragmatismo, che insieme ai principi e i valori condivisi tenga conto degli interessi comuni".

Lo ha detto Francesco Pigliaru in apertura del suo primo intervento della giornata alla COP22 di Marrakech, alla quale partecipa come presidente della Regione Sardegna e presidente della Commissione Enve (Ambiente, Clima, Energia) del Comitato europeo delle Regioni. Secondo Pigliaru, "le autorità locali e regionali possono fare la differenza, anche e soprattutto attraverso la cooperazione transfrontaliera, che ha un forte potenziale di mobilitazione dei territori e ripristina la centralità delle periferie. La Sardegna è in prima linea su questi temi come Autorità di gestione del Programma ENI CBC Med che coinvolge 13 Paesi ed oltre 130 Regioni che si affacciano sul Mediterraneo – ha evidenziato – Questa esperienza ci mostra che seppure siano molte le autorità locali che partecipano, sono pochissime quelle della sponda Sud che hanno portato avanti progetti leader, in grado di trainarne altri".

"Per crescere tutti insieme – ha chiarito il presidente – è necessario farsi portatori ed interpreti dei bisogni e delle aspirazioni economiche, sociali e ambientali dei territori e sostenere efficienti processi di decentramento nei Paesi coinvolti, rafforzando i meccanismi di governance tra i diversi livelli politici ed amministrativi".