"Solidarietà efficace", così si intitola il documento, un cosidetto 'non paper' di due pagine scarse, annunciato da mesi, con cui la presidenza slovacca di turno al Consiglio Ue tenterà di far passare la linea della "flessibilità", alla cena informale dei ministri dei 28, organizzata per domani sera a Bruxelles. Il ministro dell' Interno Angelino Alfano ci sarà, per ribadire il suo netto diniego. Al suo fianco potrà contare sui colleghi di Grecia e Malta. Ma, secondo fonti diplomatiche europee, sono "numerosi", seppure con sfumature diverse, i Paesi a cui il documento non piace. "Gli unici a gradirlo davvero sono i quattro Paesi Visegrad" (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), affermano. Il dossier resta comunque "altamente divisivo". E proprio per questo Commissione europea e Germania puntano a chiudere al più presto. Fonti della presidenza sottolineano tuttavia che il documento informale è la base per "un work in progress", e che la cena serve per raccogliere "feedback" per "trovare terreno comune". Di base il documento slovacco – di cui l'ANSA ha preso visione – smantella l'idea di solidarietà obbligatoria prevista della proposta della Commissione europea. Tutto quanto vi è previsto è su base volontaria. "Il punto di partenza" è che tutti gli Stati "contribuiscano per condividere il peso" delle crisi migratorie. "Ma – si osserva – ci sono molti modi" per farlo: "dal ricollocamento, al supporto finanziario, al sostegno per la protezione delle frontiere esterne, alla condivisione delle capacità di accoglienza o nel rivestire un ruolo più incisivo nelle operazioni di rimpatrio". E a questo proposito si introduce addirittura il concetto di "ricollocare chi deve essere rimpatriato, vale a dire: l'assunzione di responsabilità da parte dello Stato membro" di riportare i migranti al loro Paese di origine. Per questo viene proposta una "strategia su tre pilastri", o meglio sulla base di tre scenari, adattabile "a seconda dei livelli" dei flussi di migranti. La prima ipotesi, in "circostanze normali", prevede un "aggiornamento" dell'attuale sistema. Quindi, con un numero moderato di arrivi, si punta a "rimediare alle attuali carenze" con la "riduzione dei movimenti secondari". Il secondo scenario è invece riferito "ad un meccanismo su misura, per contribuire alla solidarietà, in circostanze deteriorate". In questo caso, in alternativa ai trasferimenti di richiedenti asilo negli Stati membri, si prevedono "contributi finanziari ai Paesi sotto pressione"; "una maggiore contribuzione all'Ufficio europeo per l'Asilo (Easo) o all' Agenzia europea delle guardie di frontiera", o alle "operazioni congiunte di rimpatrio"; o ancora, "la condivisione di centri di accoglienza durante il trattamento delle richieste d'asilo". La terza e ultima eventualità riguarda invece "un meccanismo di crisi eccezionale per circostanze gravi". In questo caso non si entra nel dettaglio, salvo dire che "tutti gli Stati membri dovranno essere parte della soluzione, sotto la guida del Consiglio europeo, che deciderà misure di sostegno aggiuntive", ma solo "su base volontaria".
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Migranti: ‘Ora solidarietà flessibile’, Italia guida i no







