"E' necessario individuare un domicilio diverso dal momento che non appare compatibile con le esigenze di cautela che l'indagato stia nell'abitazione con la Lukichova (la sua compagna russa, ndr)".
Lo scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giulia Proto, nell'ordinanza in cui prevede gli arresti domiciliari per il giudice di Tempio Cristiano Vincenzo non a Olbia ma nell'abitazione della madre a Pozzuoli. La fidanzata, infatti, secondo il Gip, "ha piena conoscenza delle vicende corruttive, situazione che rende inadeguata la misura degli arresti domiciliari". In vigore il "divieto di comunicare con persone diverse da quelle che con cui convive o lo assiste, sia personalmente che con qualsiasi mezzo".
La stessa misura cautelare ai domiciliari è stata decisa anche per i due imprenditori indagati con il giudice. La Procura di Roma, invece, aveva sollecitato per tutte e tre l'arresto in carcere.







