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Sassari sfida la sua storia. Domenica 4 dicembre alle 18.15 la Dinamo Banco di Sardegna sarà di scena al PalaPentassuglia di Brindisi, che da qualche mese è diventata la casa – cestisticamente parlando – di Meo Sacchetti. Si tratta dell'uomo che ha portato i biancoblù sul tetto d'Italia, stravolgendo almanacchi e pronostici, facendo impazzire un'isola intera, cambiando per sempre le gerarchie del basket nazionale e rivoluzionando la visione della pallacanestro italiana, dentro e fuori dal campo.

Difficile dire se sarà una grande festa, quando finiscono certi amori resta sempre un pò di amaro in bocca, da una parte o dall'altra. Certo è che, banditi i sentimentalismi e la nostalgia, il presidente Stefano Sardara e il coach Federico Pasquini si aspettano da capitani Jack Devecchi, dal veterano Sacchetti Jr. e dagli altri una serie di conferme dopo l'exploit continentale di martedì a Belgrado. A secco da tre turni in campionato, Sassari vuole convincersi che si sia trattato solo di un brutto spavento e ha bisogno, sul piano mentale ma non solo, di smuovere la classifica. La tappa di Brindisi rappresenta per la squadra un nuovo inizio, dato che da domenica si dovrà turnare: per far posto a Gani Lawal, di volta in volta qualcuno dovrà accomodarsi in tribuna. Sino a martedì l'indiziato principale sembrava Gabe Olaseni, di cui Lawal prenderebbe il posto in campo.

Ma la bella prova dell'inglese contro il Partizan costringe Pasquini a mescolare le carte. "La scelta è aperta a tutti, aspettiamo sabato sera, ci servono anche questi due allenamenti per capire la condizione fisica degli otto stranieri", è la pretattica di Pasquini. "Brindisi è un ambiente caldo, dovremo andare lì e fare la nostra partita – dice a proposito del match – abbiamo recuperato lo stress e la fatica del match di martedì, stiamo cercando di prepararci al meglio".