Il fascino delle tecniche fotografiche capaci di immortalare monumenti megalitici accostandoli a cieli notturni, la Sardegna vista dai viaggiatori nelle diverse epoche e i grandi classici della letteratura mondiale tradotti in lingua sarda e infine, storie e aneddoti di personaggi della storia della musica negli ultimi anni. Sono alcuni dei principali temi trattati nella seconda giornata di appuntamenti dell’Isola dei libri, la kermesse di promozione dell’editoria sarda curata dall’Aes che, con Crocevia di culture, resterà al Ghetto di Cagliari fino al 4 dicembre.
La prima presentazione è stata di Francesco Casula con il suo “I viaggiatori Italiani e Stranieri in Sardegna” che si è confrontato con Gianni Stocchino presentando la nostra isola inquadrata dalla prospettiva di chi sardo non è. Sfumature a volte sfuggenti che ci permettono di riscoprire la Sardegna con gli occhi del mondo.
Un messaggio contro lo spopolamento dei piccoli paesi del cuore dell’isola è arrivato da
“I centri minori della Sardegna e la città metropolitana di Cagliari”, in cui l’autrice Giulia Desogus, in compagnia di Pasquale Mistretta, ha fatto un raffronto tra il mondo rurale e il capoluogo regionale.
Presentazione tutta in limba sarda per “S’acontèssida istrana de Dr. Jekyll e Sr. Hyde”, con il traduttore Carmine Pintore e Giuseppe Corongiu. Un libro che va ad arricchire la collezione dei grandi capolavori della letteratura mondiale leggibili in sardo.
Grandi emozioni hanno suscitato le immagini straordinarie del fotografo sassarese Tore Serra, raccolte in “Celesti notturni – Antichità in luce”, ritratti di monumenti archeologici resi ancora più singolari da un cielo notturno magistralmente immortalato con tecniche avanzate. Gli scatti suggestivi si presentano come una sfilata di asterismi, campi stellari e nebulari, lune piene e cieli tersi al crepuscolo che incombono sulla terra e le sue “pietre”. La sequenza di immagini è stata commentata da Michele Forteleoni e Gian Nicola Cabitza.
Altro percorso fotografico tra astronomia e archeologia è stato “Pietre su Pietre” di Andrea Gambula, impreziosito dai testi dell’archeologo Paolo Bernardini. Un lavoro nutrito di passione e rispetto per i monumenti più significativi dell’antichità sarda dove nuraghi, dolmen, menhir, tombe di giganti e domus de janas, incastonati tra cieli e paesaggi notturni, assumono una dimensione onirica e fantastica.
Commovente è stato il ricordo di un personaggio singolare come Roberto Billy, artista jazz abilissimo strumentista dalle grandi qualità umane, che è stato un esempio per tanti musicisti sardi. A presentare “Billy! La vita e la musica di Roberto Billy Sechi batterista Jazz”, sono stati l’autore Claudio Loi e Paolo Carrus.
Proseguono intanto fino al 4 dicembre le presentazioni e gli appuntamenti al centro culturale Il Ghetto. Ad aprire la giornata domani alle 11 sarà il dibattito “Parlando con Grazia”, con gli interventi di Duilio Caocci e Neria De Giovanni. Molto alle 12 “Colazione con Grazia”, un evento di cucina creativa ispirato alle opere della scrittrice premio Nobel per far conoscere agli appassionati le pietanze rese celebri dai capolavori deleddiani. Nel pomeriggio di domenica l’incontro con l’autore ospiterà “Ricerche Arsom” a cura di Massimo Rassu, quindi “Fiumi di Sogni” di Maria Teresa Petrini con Maria Grazia Vescuso Rossella. La serata prosegue con “La Falesia e Il Veliero” di Antonello Angioini e a seguire “Donne sarde. Sensibilità primitive” di Gisella Rubiu, intervengono Tonino Loddo e Gianni Pes. Per gli amanti delle antichità sarà presentato “Sardò Preistoria e storia della Sardegna nel Museo archeologico di Cagliari” di Carlo Tronchetti. E infine, chiusura alle 21.30 con il reading “IS SardMusic Rivisited” di Francesco Medda Arrogalla.







