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Gli enti locali potranno prorogare gli affidamenti dei servizi Sprar per l'accoglienza dei richiedenti asilo, ma solo con richiesta motivata e per il tempo necessario a ottenere i finanziamenti sulla base delle nuove norme scattate ad agosto e a indire le gare. Lo prevede una delibera dell'Anac che segue a una richiesta di parere inviata dal Ministero dell'Interno all'Autorità anticorruzione. Il documento, pubblicato oggi sul sito dell'Anac, tocca un ambito che assicura servizi essenziali per la tutela dei diritti umani. Le procedure per la prosecuzione dei finanziamenti, infatti, riguardando complessivamente 21.850 posti per richiedenti asilo e rifugiati, di cui oltre 2.300 per minori non accompagnati e persone con disagio mentale o disabilità.

Sono i Comuni che, materialmente, appaltano i servizi di accoglienza con i finanziamenti che ricevono dallo Stato centrale attraverso il Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell'Asilo. Ma proprio le modalità di concessione dei fondi sono cambiate con l'entrata in vigore di un decreto ministeriale dell'agosto scorso. In base alle nuove norme, gli enti con esperienza triennale potevano chiedere la prosecuzione del finanziamento già concesso entro sei mesi dalla sua scadenza e quelli con progetti in scadenza a fine dicembre 2016 potevano farlo entro il 30 ottobre. Non tutti gli enti sono riusciti a stare dentro questi termini e a indire nuove procedure per l'affido dei servizi. Di qui la richiesta del Ministero ad Anac per sapere se sia legittima una proroga temporanea. L'Autorità da una parte ha dato il via libera a una proroga 'tecnica', che è ammissibile solo in "casi limitati ed eccezionali", visto che la situazione non dipende da una volontà degli enti locali e bisogna assicurare la continuità di un servizio essenziale. Dall'altra, però, ha fissato dei limiti. Innanzitutto l'ente locale deve fornire "adeguata e compiuta motivazione" nella delibera in cui chiede la proroga, indicando a che punto è la procedura per ottenere il nuovo finanziamento. Nel frattempo dovrà mettersi in moto l'iter di gara, perché – specifica il documento dell'Anac – la proroga "sarà legittima" solo "per il tempo necessario alla concessione" dei nuovi fondi e "all'espletamento della procedura di gara per la scelta del nuovo affidatario".