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La Corte Costituzionale respinge gli attacchi sulla data del pronunciamento sulla legge elettorale, che secondo alcuni avrebbe dovuto essere fissata prima. 'La scelta di una data anteriore rispetto al 24 gennaio avrebbe privato le parti dei termini dei quali dispongono per legge, allo scopo di costituirsi in giudizio e presentare memorie', scrive la Consulta, che ribadisce di 'operare secondo le regole degli organi giurisdizionali'.