musica-salmo-and-quot-con-live-chiudo-hellvisback-and-quot

Salmo ha in mente uno spettacolo speciale per chiudere a Milano il 15 e 16 dicembre il suo tour. Reduce da 50 date sold out, il rapper di Olbia arriva al Fabrique con uno show che unirà un set con DJ ricco di visual e un set suonato.

A spiegare il tutto esaurito che ha costretto al raddoppio della data c'è il successo dell'ultimo album 'Hellvisback', pubblicato a febbraio e divenuto disco di platino grazie al traino di singoli come '1984' e oltre 40 milioni di visualizzazioni dei suoi videoclip: "Il mio intento con questo disco era dimostrare che il rap non deve per forza scendere a compromessi con lo standard della canzone italiana del passato – racconta all'ANSA Salmo – Anche una musica pesante come la mia può avere i numeri del mainstream, e se qualche altro rapper italiano ha preso coraggio da questo successo per tornare a fare le cose alla vecchia maniera non posso che essere contento".

Le date milanesi avranno in scaletta anche i due inediti contenuti nell'edizione 'Platinum' dell'ultimo album, che contiene versioni riarrangiate dal vivo dei brani di 'Hellvisback', ma il progetto potrebbe comprendere un ulteriore e conclusivo capitolo: "Mi piacerebbe chiudere la storia del personaggio con un terzo fumetto per completare la trilogia, magari con un album di remix e con qualche altro inedito: poi la storia di 'Hellvisback' sarà finita e passerò a un'idea nuova". Un progetto che potrebbe non essere necessariamente musicale: pochi giorni fa è uscito infatti il trailer di 'Nuraghes – S'Arena', cortometraggio di 20 minuti scritto e diretto da Mauro Aragoni con la partecipazione e la produzione di Salmo, che riprende il mito nuragico in un contesto da serie fantasy in costume.

"L'idea è raccontare la storia dei nostri antenati con una vicenda ambientata nell'età del Bronzo: ci tengo tanto, quasi più della musica, perché a differenza del rap che è comunque di importazione questa storia la sento nel sangue. E poi mi è piaciuto recitare, lasciarmi andare. Il corto uscirà a inizio 2017 gratuitamente ma per noi è come se fosse un pilota, un progetto in cui ho investito di tasca mia per passione: se venisse preso da qualcuno come Netflix per farne una serie sarei disposto anche a tenere in pausa la musica per un anno". Salmo, insomma, continua a seguire una strada personale alla creatività: "Ogni volta che mi metto in gioco voglio farlo a modo mio: 'Hellvisback' sembrava un suicidio discografico, fin dalla copertina senza la mia faccia né il mio nome, ma le cose sono cambiate. Una major oggi può finanziare e distribuire i progetti, ma l'artista deve saper produrre tutto da solo, dal concept grafico ai beat: non c'è bisogno di andare ad un talent quando puoi fare squadra con i tuoi amici e spaccare". Quanto alla querelle con Fabio Rovazzi, Salmo ha un'ultima parola:

"Per me la questione è chiusa: io non ce l'avevo con lui che mi sembra intelligente e in gamba, ma con il personaggio, con chi in musica non fa le cose che ha in testa e ha dietro gente, perché è un'attitudine che non mi piace, a prescindere dal fatto che suoniamo generi diversi"