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La mancata elezione di Anna Maria Busia (Cd) a vice presidente del Consiglio regionale crea un'altra frattura nella fragile maggioranza di centrosinistra, già alle prese con una verifica politica dopo le dimissioni di due assessori e l'uscita dalla coalizione di Prc e Rossomori.

Il deputato e dirigente nazionale del Centro democratico, Roberto Capelli, punta il dito contro gli alleati, in particolare il Pd: "hanno accettato il ricatto del Partito dei sardi – denuncia – che ha posto un veto ad personam sull'elezione di una donna, Anna Maria Busia".

Capelli fa sapere di prendersi 24 ore di tempo per decidere se sostenere ancora la Giunta Pigliaru e ha chiesto al segretario Nicola Selloni di convocare al più presto gli organi del partito per valutare nel merito come procedere: "questo è l'ultimo atto, la punta di un iceberg, la goccia che fa traboccare il vaso", chiarisce il leader centrista. A suo dire, "il veto del PdS" è "la risposta" al suo post pubblicato in questi giorni sul suo profilo Facebook in merito al concorso per infermieri alla Asl di Oristano. Quanto al consigliere di Sel che ha 'rubato' il posto alla Busia, Capelli non ha dubbi: "Suggerirei a Eugenio Lai di dimettersi e mi aspetto che lo faccia nelle prossime ore se ha un pò di dignità". 

"Non esiste nessuna pregiudiziale né veto da parte del Partito dei Sardi sulla consigliera del Centro Democratico, Anna Maria Busia". Così all'ANSA il capogruppo Pds in Consiglio regionale, Gianfranco Congiu, replica alle accuse lanciate dal deputato e dirigente nazionale del Cd, Roberto Capelli. "L'onorevole Capelli vaneggia, non conosce i fatti, le sue affermazioni sono false, e questo mi dispiace", sottolinea l'esponente della maggioranza.