Diminuiscono i tempi di attesa per le donne che scelgono di abortire, e per quanto riguarda i carichi di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore, la media nazionale si conferma di 1,6 interruzioni volontarie di gravidanza a settimana, ma si va da un minimo di 0,4 in Val d'Aosta a 4,7 in Molise. Se poi si considerano le singole aziende, troviamo una Asl Puglia dove i non obiettori si trovano ad effettuare in media 15,8 aborti a settimana, una in Piemonte dove ne svolgono 13,5 e una in Sicilia dove la media è di 12,2. E' quanto si legge dalla Relazione sull'attuazione della legge 194/78, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento, dove si sottolinea come comunque "anche su base sub-regionale, non emergono criticità". In particolare, le interruzioni volontarie di gravidanza vengono effettuate nel 59,6% delle strutture disponibili e "la copertura è adeguata, tranne che in Campania, Molise e P.A. Bolzano". "Pur persistendo una non trascurabile variabilità fra le regioni", inoltre, si registra una diminuzione dei tempi di attesa per l'intervento: il 65,3% delle donne riesce a farlo entro le due settimane dal rilascio del certificato (erano 64,8% nel 2014), ma il 3,5 è costretta ad aspettare 4 settimane o più. Infine la mobilità regionale è in linea con quella di altre prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale: il 92% delle interruzioni nel 2015 viene effettuato nella regione di residenza, di questi l'88% nella provincia di residenza. "Il numero dei ginecologi non obiettori – conclude la relazione – sembra congruo rispetto alle Ivg effettuate". Tuttavia lascia intendere che sarebbero margini per 'ottimizzare' l'utilizzo del personale. In undici regioni, infatti, "una quota di ginecologi non obiettori, corrispondente all'11% a livello nazionale, non è assegnata ai servizi interruzioni volontarie di gravidanza dalle Regioni".
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Per medici non obiettori 1,6 aborti settimana, ma 5 in Molise







