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Nel giorno in cui l'assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci, fa alcune anticipazioni sulla Finanziaria 2017, un altro assessore, quello dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, presidente del Partito dei Sardi, sollecita "che sugli accantonamenti si vada a uno scontro durissimo col Governo italiano".

Oggetto di quello che Maninchedda chiama "scippo", sono quei "quasi 600 milioni di euro di accantonamenti con cui la Sardegna concorre agli equilibri finanziari della Repubblica italiana. Questo è il punto – spiega – non è né giusto, né più sostenibile, subire gli accantonamenti e pagare per intero la sanità. Pagarci la sanità a me sta bene, perché è una condizione di sovranità, ma subire anche lo scippo degli accantonamenti non sta per niente bene".

Poi l'attacco ai 18 deputati e gli 8 senatori eletti in Sardegna che "se non si trovassero dispersi nei partiti italiani e invece fossero sotto la sola bandiera della Sardegna, tutto questo sarebbe già finito, non avremmo da fare guerre legali, manifestazioni e quant'altro. Basterebbero 20 voti in meno al governo alla Camera e 8 al Senato per indurre gli italiani a smetterla di trattenere impunemente 600 milioni di euro dei sardi che, d'altro canto, si pagano ormai interamente servizi e diritti".