c-and-rsquo-and-egrave-pi-and-ugrave-di-una-verit-and-agrave-da-raccontare-nella-terribile-storia-di-aleppo
I politici occidentali, gli “esperti” e I giornalisti dovranno rivedere le loro storie nei prossimi giorni ora che l’esercito di Bashar al- Assad ha ripreso il controllo delle zone a est di Aleppo. Stiamo per scoprire se i 250.000 civili “intrappolati” nella città siano davvero così tanti. Stiamo per ascoltare molto di più sul perché non siano stati in grado di fuggire quando il governo siriano e le forze aeree russe hanno messo in atto il loro feroce bombardamento nella parte orientale della città. E stiamo per scoprire molto di più sui “ribelli” che noi Occidentali – gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i nostri alleati taglia-teste del Golfo- abbiamo supportato.
 
Ne facevano parte, dopotutto, al-Quaeda (alias Jabhat al-Nusra, alias Jabhat Fateh al-Sham), la “gente” – come li ha definiti George W Bush – che ha commesso dei crimini contro l’umanità di New York, Washington e della Pennsylvania l’11 settembre 2001. Ricordate la Guerra al Terrorismo? Ricordatevi anche della “pura malvagità” di al-Quaeda. Ricordate tutti gli avvertimenti dei nostri amati servizi di sicurezza del Regno Unito su come al-Quaeda possa ancora seminare il terrore a Londra?
 
Non lo abbiamo fatto quando i ribelli, tra cui Al Qaeda, hanno coraggiosamente difeso Aleppo est, – perché un potente racconto di eroismo, di democrazia e di sofferenza veniva tessuto per noi, una narrazione di buoni contro cattivi esplosiva e disonesta come le “armi di distruzione di massa”.
 
Tornando indietro ai giorni di Saddam Hussein – quando solo pochi di noi sostenevano che l’invasione illegale dell’Iraq ci avrebbe portato alla catastrofe e a indicibili sofferenze, e che Tony Blair e George Bush ci stavano conducendo lungo un sentiero di perdizione – incombeva su di noi, sempre, il dovere di professare la nostra ripugnanza verso Saddam e il suo regime. Dovevamo ricordare costantemente ai lettori che Saddam era uno dei Tre Pilastri dell’Asse della Male.
 
E così di nuovo si ripete il mantra, che dobbiamo ripetere fino alla nausea, secondo cui dobbiamo mettere da parte le solite lettere d’odio e ingiurie che oggi verranno lanciate contro chiunque si discosti dal Sì, Bashar al-Assad ha brutalmente distrutto vaste parti delle sue città portando avanti la sua guerra contro coloro che volevano capovolgere il suo regime. Sì, quel regime ha commesso una miriade di crimini: torture, esecuzioni, prigioni segrete, l’uccisione di civili, e – se includiamo i balordi della milizia siriana che nominalmente sono sotto il controllo del regime – una spaventosa sottospecie di pulizia etnica.
 
Sì, dovremmo temere per le vite dei coraggiosi dottori ad est di Aleppo e per le persone di cui si prendono cura. Chiunque veda il filmato dell’uomo portato via dalla schiera dei rifugiati in fuga da Aleppo la settimana scorsa dagli uomini dell’intelligence del regime dovrebbe temere per quanti tutti quelli a cui non è stato permesso attraversare le linee sotto il controllo del governo. E ricordiamo come le Nazioni Unite hanno cupamente riportato degli 82 civili “massacrati” nelle loro case nelle ultime 24 ore.
 
Ma è arrivato il momento di raccontare l’altra verità: che molti dei “ribelli” che noi Occidentali abbiamo sostenuto – e che i nostro ridicolo primo ministro Theresa May ha indirettamente glorificato quando è strisciata dai tagliatori di teste del golfo la settimana scorsa – sono i più crudeli e spietati dei combattenti del Medio Oriente. E mentre stavamo in silenzio davanti alle atrocità commesse dall’Isis durante l’assedio di Mosul (un evento del tutto simile ad Aleppo, nonostante non lo avreste pensato leggendo i nostri resoconti della storia), abbiamo ostinatamente continuato ad ignorare il comportamento dei ribelli di Aleppo.
 
Solo poche settimane fa, ho intervistato una delle primissime famiglie di Aleppo a lasciare Aleppo Est durante il cessate il fuoco. Al padre era appena stato detto che suo fratello era stato giustiziato dai ribelli perché aveva attraversato la frontiera con sua moglie e suo figlio. Ha condannato i ribelli per aver chiuso le scuole e posizionato armi vicino agli ospedali. E non si trattava di un tirapiedi del regime; aveva addirittura ammirato i ribelli per il loro comportamento nei primi giorni dell’assedio…..