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I familiari di tre vittime dell'attentato al gay club di Orlando hanno citato in giudizio Twitter, Facebook e Google per aver fornito con le loro piattaforme "supporto materiale" alla propaganda Isis e contribuendo a radicalizzare l'autore della strage, Omar Mateen. Le famiglie sostengono che le piattaforme web "hanno fornito al gruppo terroristico dell'Isis account usati per diffondere la propaganda estremista, raccogliere fondi e attrarre nuove reclute".