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Fornire a circa 6.000 minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro Paese misure di assistenza, dalla primissima accoglienza al trasferimento in strutture più piccole e stabili e puntano all'inclusione scolastica e culturale nelle comunità locali sparse in tutto il territorio nazionale. Questo l'obiettivo del programma 'One UNICEF Response', frutto di un recente accordo con il Ministero dell'Interno: "Azioni concrete per vivere in Italia e costruirsi un futuro", ha sottolineato il presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera, a margine della proiezione del docufilm "Non è un viaggio è una fuga". Guerrera ha ricordato che nei primo 10 mesi dell'anno l'80% dei minori arrivati in Italia hanno compiti il viaggio da soli. Sono oltre 22.000, secondo il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, i minorenni non accompagnati registrati in Italia. Si tratta in 9 casi su 10 di maschi, di età compresa tra 15 e 17 anni, provenienti principalmente dall'Egitto, dall'Albania e dall'Africa subsahariana. Quasi del tutto assenti, a differenza del 2015, i minori siriani. Più di 6.000 quelli che hanno fatto perdere le loro tracce, fuggiti in altri paesi europei per riunirsi a familiari e amici. "Ciò che abbiamo di fronte oggi sulle coste italiane ed europee del Mediterraneo è al tempo stesso un'emergenza umanitaria e un cambiamento epocale, che coinvolge l'intera società e richiede capacità di risposta e di gestione senza precedenti", ha sottolineato Guerrera. L'Unicef seguirà in Italia metodologie e interventi propri dei programmi di protezione dell'infanzia già applicati nei paesi extra-europei. Ed è prevista tra l'altro l'attivazione di un progetto pilota per il trasferimento di minori non accompagnati dai centri temporanei a famiglie di accoglienza.