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Sono essenzialmente due i problemi sollevati dal direttore dell'assessorato del Lavoro, Eugenio Annicchiarico, che ha espresso il proprio "dissenso alla esecuzione del provvedimento normativo" in una comunicazione scritta che è stata messa a disposizione dell'Aula del Consiglio regionale. Il dirigente spiega che il "disposto" della norma approvata a fine novembre "si pone in aperto contrasto con i principi generali e norme specifiche dell'ordinamento nazionale e comunitario che regolano la materia di contratti pubblici".

Inoltre la convenzione da prorogare si trova "in una fase contenziosa stragiudiziale" tra la Regione e appunto la convenzionata Ati Ifras su una serie di fatture contestate "e liquidate solo parzialmente". Il direttore sottolinea anche che, "qualora il presidente o l'assessore non condividessero le ragioni del dissenso" all'esecuzione della norma, esiste una norma del 1998 che prevede che "essi possano formulare un ordine scritto in base al quale il dirigente è comunque tenuto a dare attuazione al provvedimento, qualora non si tratti di atti vietati dalla legge penale".

Inoltre Annicchiarico ricorda di avere inviato una richiesta di parere all'autorità nazionale anticorruzione (Anac), alla direzione generale dell'area legale della Regione ("attualmente vacante") e all'avvocatura distrettuale dello Stato e sostiene che "l'assessorato del Lavoro aveva elaborato e presentato per tempo ai primi di novembre un progetto esecutivo di dettaglio per la gestione della transizione dei lavoratori provenienti dal bacino Parco Geominerario".