I popolari-riformisti del Pd confermano la scadenza congressuale in Sardegna del 26 febbraio 2017 e aprono alle altre componenti del partito per trovare una forte intesa su un candidato comune e condiviso. Ai primi di gennaio potrebbe essere convocata su questo tema una direzione politica nella quale si dovrebbe parlare della nomina del coordinamento politico da affiancare al Garante nominato da Roma e anche del regolamento congressuale. Oggi i popolari-riformisti si sono ritrovati in circa 130 a Santa Cristina (Oristano) per approfondire la situazione politica non solo locale, ma anche quella nazionale alla luce del risultato referendario.
"Siamo un partito attrezzato e unito e lavoreremo per fare un buon congresso che sia unitario e non di conta brutale tra aree – spiega all'ANSA Giacomo Spissu – vogliamo portare nella discussione i temi di governo della Sardegna e più che essere interessati a esprimere persone vorremmo portare la discussione su temi comuni". Nel frattempo la componente attende, come gli altri, di poter discutere con il presidente della Regione Francesco Pigliaru, sia sul fronte istituzionale (leggasi consiglieri regionali) che su quello più prettamente partitico, della verifica di governo, del rilancio dell'azione del centrosinistra e di rimpasto.
Dalle prime indiscrezioni sembra certa la riconferma di Cristiano Erriu, che sta completando il percorso per la nuova legge urbanistica; c'è poi Massimo Deiana, che potrebbe anche lasciare se si concretizzasse la sua nomina a presidente dell'Autorità portuale di Cagliari. Bisognerà però fare i conti non solo con le altre anime del partito – e quindi con una possibile richiesta di allargamento della rappresentanza del Pd in Giunta visto anche la disponibilità di un posto in più per l'uscita dei Rossomori dalla maggioranza – ma anche con il necessario walzer di deleghe che potrebbe esserci sulla base della discussione in coalizione con gli alleati. Alcuni di essi, infatti, puntano già a qualche assessorato in più.







