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"Noto con favore una certa discontinuità tra Minniti e Alfano e questo fa pensare che in qualche modo ci sia un ripensamento sulle modalità di gestione dei migranti; direi che questa discontinuità va colta perche pone l'accento sull'emergenza a cui siamo arrivati, che può essere sbloccata con procedure efficienti in seno all'identificazione e all'eventuale rimpatrio". Lo afferma il presidente dell'Ifel e sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, a detta del quale "i comuni spesso non aderiscono al sistema Sprar per mancanza di certezze sui tempi di permanenza dei migranti nelle varie realtà di accoglienza, a cui vanno a sommarsi sovente le paure dei cittadini". "Io nella mia città – aggiunge il primo cittadino marchigiano ed esponente Anci – non ho fatto lo Sprar ma, grazie a un ottimo rapporto con la Prefettura, sono sopra al rapporto 2,5 migranti ogni 10mila abitanti previsto dall'accordo Anci-Viminale. E devo dire – conclude Castelli – che il lavoro del ministro Minniti e la circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli hanno avuto il merito di rimettere sotto i riflettori la necessità di migliorare meccanismi importanti per la gestione dei migranti".