Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha stupito. Già, mi ha stupito il suo stupore. Mattarella ha scoperto che nel 2017 il problema per l'Italia più difficile da affrontare sarà la disoccupazione. Una disoccupazione che colpisce il 50% dei giovani e che si fa tanto più drammatico quanto più ci si sposta al SUD.
 
Se Mattarella fosse stato catapultato da Marte sulla Terra il giorno prima del suo discorso, il 30 di dicembre 2016, quel discorso avrebbe avuto un suo perché e io stesso l'avrei applaudito. Ma non è stato catapultato sulla Terra e quello stupore è fittizia. Lo sforzo di Mattarella di mostrare viva preoccupazione è vanificato  da tre gigantesche contraddizioni.
 
Infatti non può stupirsi del tasso di  disoccupazione dell’11,5% dopo aver nominato Pier Carlo Padoan per la seconda volta Ministro delle Finanze, il quale continua a indicare nei documenti di programmazione economica che è esattamente questo il livello di disoccupazione che va mantenuto per garantire la stabilità dei prezzi. Secondo Padoan si preserva l'economia italiana dall'inflazione seguendo le ricette neoliberiste che privilegiano il rigore contabile al diritto al lavoro.
 
Mattarella non può stupirsi che i giovani siano i più colpiti dalla catastrofe economica in corso dopo aver nominato per la seconda volta come Ministro del Lavoro l'improponibile Giuliano Poletti, che ha risolto la dicotomia tra lavoratori stabili e lavoratori precari, precarizzando tutti. 
 
Infine  Mattarella non può stupirsi del dramma economico in cui versa l’Italia se conferma  al Ministero dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, strenuo sostenitore delle politiche liberiste orientate all'esportazione che hanno il triplice effetto di ridurre sempre i salari, distruggere la domanda aggregata interna e conseguentemente far fallire tutte le PMI che di domanda interna vivono.
 
Purtroppo Mattarella è lo specchio esatto della nostra classe politica capace di vendere a parole un impegno politico diametralmente opposto rispetto a quanto ha deciso di perseguire ovvero smantellare lo stato sociale e distruggere la dignità delle persone togliendo loro il lavoro. 
 
Per quanto riguardo il lavoro il 2017 sarà drammatico quanto il 2016 anche grazie anche a chi si è fatto garante delle politiche di austerità; doveva essere il Presidente di tutti ma ha fatto l’interesse di pochi.