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Con una lettera indirizzata al Questore di Cagliari e al Responsabile della V^ Zona Polizia di Frontiera, che comprende Lazio, Sardegna e Umbria, il segretario regionale del Siulp Sardegna, Salvatore Deidda, chiede spiegazioni sulla “grave situazione di sicurezza” in merito all’arrivo da Milano a Cagliari, la notte scorsa, di tre siriani trovati con documenti falsi dai poliziotti in servizio all’Aeroporto.

I tre sono trattenuti in questura, alla Digos, in stato di fermo di polizia giudiziaria. C’è da capire perché siano arrivati a Cagliari con documenti falsi e come si siano imbarcati sull’aereo proveniente da Milano. Il tutto in un contesto di tensione come quello dovuto alla presenza di terroristi jiahdisti nelle carceri di Sassari e Nuoro.

“La preoccupazione è ancora più grande quando nella notte appena trascorsa la sicurezza non è stata  garantita dai pochi poliziotti impegnati in servizio, poiché sono stati tutti ‘dirottati’ a vigilare tre stranieri che sono stati trovati con documenti contraffatti. Lo stupore è stato ancor più grande poiché  questi cittadini non sono stati trattenuti in strutture idonee dell'aeroporto –scrive Deidda ai vertici della Polizia –  in attesa delle attività di Polizia ma sistemati in  brande di fortuna tra le scrivanie degli uffici utilizzati dai poliziotti.  I colleghi in servizio sono stati costretti a vigilare i cittadini, non garantendo la vigilanza e la sicurezza aeroportuale”.

Uffici di Polizia di Frontiera quindi “utilizzati per attività promiscue come quella di dormitorio di fermati. La sicurezza dell'aeroporto di Cagliari deve essere sempre garantita, anche alla luce dei grandi rischi di terrorismo evidenziati dal Capo della Polizia nell'ultima circolare diramata. Deidda chiede al Questore Danilo Gagliardi “di risolvere le gravi falle della sicurezza aeroportuale atteso che qualsiasi incontro chiarificatore coi responsabili di quell'ufficio non ha sortito la soluzione sperata”.

 

Emanuele Concas