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Il 2017 parte all'insegna della lirica, con quattro grandi prime nei teatri d'opera di Venezia, Bologna, Firenze, Genova. "Un elenco di prime che dimostra la grande vitalità della produzione lirica italiana", commentano Cristiano Chariot e Francesco Giambrone, rispettivamente presidente e vice dell'Anfols, l'associazione che riunisce le fondazioni liriche italiane. Il 20 gennaio si alza il sipario alla Fenice di Venezia, con il Tannhauser di Richard Wagner diretto da Omar Meir Wellber, regia di Calixto Bieito; ma anche al Comunale di Bologna, con Il Ratto dal Serraglio di Wolfgang Amadeus Mozart, diretto da Nicolaj Znaider, regia di Marin Kuej; all'Opera di Firenze, con il Faust di Charles Gounod, diretto da Juraj Valuha, regia di David McVicar; e infine al Carlo Felice di Genova con il Falstaff di Giuseppe Verdi, diretto da Andrea Battistoni, regia di Luca Ronconi. Grandi produzioni precedute l'11 gennaio da I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo al Teatro Regio di Torino (direttore Nicola Luisotti, regia di Gabriele Lavia) il 13 gennaio da Il Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart al Verdi di Trieste (direttore Pedro Halffter Caro con la regia di Valentina Carrasco) il 18 gennaio da Così fan tutte all'Opera di Roma (diretto da Speranza Cappucci, con la regia di Graham Vick) e nella stessa data Rigoletto al Teatro San Carlo di Napoli (direttore Nello Santi, regia di Giancarlo Cobelli). Gennaio sarà completato il 21 da Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo (Direttore Gabriele Ferro, regia di Emma Dante) e il giorno seguente da I Pagliacci al Teatro Filarmonico di Verona (direttore Valerio Galli, regia di Franco Zeffirelli) mentre il Petruzzelli di Bari il 27 gennaio apre la stagione con La gazza ladra di Gioachino Rossini, direttore George Petrou, regia di Damiano Michieletto e il Lirico di Cagliari nel mese di gennaio prepara l'inaugurazione del 3 febbraio con La bella addormentata nel bosco di Ottorino Respighi, direttore Donato Renzetti, regia di Leo Muscato. "Dopo il successo delle inaugurazioni dei mesi precedenti – continuano Chariot e Giambrone – le Fondazioni liriche italiane aprono il cartellone del nuovo anno con prestigiosi allestimenti che nel loro insieme rivelano che il comparto ha ben pochi rivali in ambito europeo. L'indiscutibile qualità della produzione, unita alla conferma di un notevole aumento del numero di recite, si traduce in una ricca e variegata vetrina culturale, in uno sguardo penetrante su quanto di meglio offre il pensiero e l'inventiva di autorevoli registi europei di ieri e di oggi, fornendo anche un valido richiamo per il turismo nel nostro paese, in un periodo tradizionalmente non molto frequentato dai visitatori europei".