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La decisione del presidente Usa Barack Obama di ridurre la pena per Chelsea Manning, la 'talpa' di Wikileaks che verrà scarcerata il 17 maggio, non è sufficiente perché Julian Assange si consegni alle autorità Usa come promesso. A The Hill, uno dei legali di Assange, Barry Pollack, ha detto che Assange accoglie positivamente la decisione di Obama "ma è meno di quanto volesse: aveva chiesto la grazia e la scarcerazione immediata".
 
In precedenza alcuni media americani e britannici avevano citato un legale del fondatore di Wikileaks secondo il quale Julian Assange era pronto a farsi estradare negli Stati Uniti. L'avvocato di Assange, Melinda Taylor, aveva spiegato che il fondatore di Wikileaks non si rimangera' la promessa fatta nei giorni scorsi. "Tutto ciò che ha detto, lo manterra'", ha rivelato ai media Usa.
 
Assange la scorsa settimana aveva promesso di consegnarsi agli Usa se Barack Obama avesse concesso la grazia a Chelsea Manning.
 
''Chelsea Manning ha scontato una dura sentenza in carcere'': la sua condanna era sproporzionata, ha affermato il presidente americano, Barack Obama, nel corso della sua ultima conferenza stampa.