I compensi spettanti al direttore generale dell'Azienda territoriale unica e delle altre figure apicali della Sanità regionale ritornano ad essere al centro di una polemica fra il deputato del Centro democratico Roberto Capelli e la Regione, che aveva già replicato al parlamentare. Stavolta Capelli ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere "quali misure intende intraprendere per correggere l'inaccettabile scelta di farsi un baffo del tetto dei compensi previsto dalla legge".
"La legislazione dello Stato ha stabilito il massimale per la retribuzione del direttore generale e delle altre figure di responsabilità sanitaria locale in 155mila euro – osserva Capelli -. La Regione e il suo assessore della Sanità, Luigi Arru, hanno ritenuto, invece, di poter arrivare tranquillamente ai 200 mila euro di base, fissando il massimale a 240 mila euro. Si tratta di una decisione inaccettabile, anche in considerazione dell'esplicita presa di posizione preventiva dello stesso ministero della Salute che ha censurato la Regione per questa scelta, sottolineando 'l'ampia discrezionalità svincolata dai parametri stabiliti a livello nazionale'. Ma visto che la Regione continua a fare orecchie da mercante è il caso che il ministro intervenga e dica la sua una volta per tutte".







