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L'Anci nazionale dia parere contrario all'intesa, in sede di Conferenza unificata, sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri se verrà confermata l'esclusione della Sardegna dai fondi per le Province e le città metropolitane. Lo chiede il presidente dell'associazione dei Comuni sardi, Pier Sandro Scano, in una lettera ad Antonio Decaro.

La bozza finora circolata esclude dalla ripartizione delle risorse sia la Sicilia che la Sardegna: per i sardi uno 'scippo' di quasi 70 milioni che rischia di mandare all'aria i bilanci di Sassari, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna. La Regione è sul piede di guerra e ha già annunciato – in accordo con Anci e Cal – di essere pronta a presentare un ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto. Nella lettera Scano sottolinea la "evidente disparità di trattamento che il Governo vuole riservare agli enti locali della Sardegna in seguito all'approvazione della legge di bilancio per il 2017 e, soprattutto, per quanto riguarda il fondo per il finanziamento di intervento a favore degli enti territoriali.

Considerato che, anche e soprattutto gli enti locali della Sardegna stanno concorrendo al risanamento della finanza pubblica attraverso l'applicazione delle norme statali che negli anni hanno comportato tagli pesanti ai bilanci delle province e dei comuni, non si capisce – ribadisce il numero uno dell'Anci regionale – la ragione della esclusione dalla ripartizione. Sarebbero, infatti, con quelle siciliane, le uniche chiamate a partecipare al contenimento della spesa pubblica".