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A che ci serve l’Italia? Che domande! l’Italia ci serve a risolvere i problemi e a fornire i servizi senza i quali ripiomberemmo, bene andando, in epoca medievale e premoderna. Per esempio senza lo Stato a cui attualmente apparteniamo, od uno simile in grado di colmarne il vuoto, in caso di incendi estivi non disporremmo dei mezzi e delle strategie necessarie a farvi fronte. In caso di alluvioni non avremmo una protezione civile adeguata e nel caso di improvvise e massicce nevicate molte nostre comunità resterebbero completamente isolate tagliate fuori dalle reti stradali, ospedaliere ed elettriche.

Fantapolitica no? Un pastore sardo si è recentemente posto una semplice quanto spiazzante domanda: la Sardegna, da nord a sud, è piena di militari. Perché in questi giorni di emergenza non è stato mobilitato l’esercito con i suoi potenti mezzi per sgombrare le strade e portare generatori elettrici nei comuni dove era saltata? Il sindaco di Desulo ha fatto una considerazione di buon senso che è rimbalzata sui socials: “per ammazzarci i maiali sono arrivati in 300. Per liberarci dalla morsa del ghiaccio non si è visto nessuno”. Al grido di allarme delle comunità abbandonate dalle autorità regionali, cioè da chi rappresenta lo Stato in Sardegna, ha risposto fredda e stizzita l’assessore alla Protezione civile, Donatella Spano. «L'allerta meteo è stata data per tempo. Tutti i soggetti avrebbero potuto arrivare meglio preparati seguendo le azioni previste dalle prescrizioni della Protezione civile e dai piani comunali che ogni amministrazione è tenuta a redigere». Insomma come la famosa regina al popolo affamato: «che mangino brioches!». Lo Stato italiano in Sardegna si comporta come la Monarchia nella Francia alla fine del Settecento: completamente sganciata dalla realtà..

A questo punto il lavoro degli indipendentisti sarà facile. Si, perché è lo Stato stesso che sta dando loro ragione e lo dimostra il feroce comunicato del presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Andrea Soddu il quale, ribattendo proprio alla Spano, dichiara a mezzo stampa che la Regione è «un pachiderma inutile». Nei comuni – continua Spano – non mancano i piani e le carte, bensì i mezzi e le risorse, cioè proprio quelle risorse che lo Stato e la Regione hanno abbondantemente falcidiato negli ultimi anni. Ma Soddu dice anche una cosa che sui giornali non ha trovato molto spazio e che, come tutte le idee rivoluzionarie, si fa strada da sola. Quale? Che non si tratta solo di deficenze, incapacità, mancamenti, distrazioni. C’è anche un piano politico preordinato realizzato dai «paladini dell’accentramento, fautori e difensori di riforme che stanno condannando le nostre comunità a sparire». Questo piano ha un preciso obiettivo, vale a dire la «desertificazione della nostra isola». È la stessa cosa che sostiene l’indipendentismo fin da quando è nato e ora queste idee stanno diventando senso comune. La maggiorparte di chi la pensa così oggi non è indipendentista, ma la domanda è questa: quanto ci metteranno a capire che l’indipendenza non è un’opzione politica folkloristica od estremistica, bensì l’unica strada per rimanere vivi?