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L'Italia deve recuperare quasi 13 milioni di euro dalla Portovesme, denaro che per la Corte di giustizia dell'Unione europea ha rappresentato aiuti di Stato. Confermate dunque la decisione della Commissione europea del 23 febbraio 2011 e la sentenza del 16 ottobre 2014 del Tribunale dell'Unione europea, che avevano imposto il recupero di questi soldi.

Nel mirino erano finite le condizioni tariffarie agevolate per la fornitura di elettricità godute dall'azienda in forza di un decreto ministeriale del 6 febbraio 2004. Le tariffe agevolate, destinate a compensare un handicap strutturale del territorio sardo, hanno comportato secondo la corte un vantaggio selettivo all'azienda.