carceri-busia-cd-and-quot-in-centro-clinico-uta-mancano-farmaci-and-quot

"L'istituto di Uta deve far fronte a un problema che rischia di diventare gravissimo nel giro di pochi giorni: nel centro clinico sono in via di esaurimento le scorte di diversi farmaci compresi nella fascia C, per i quali è previsto il pagamento di un piccolo ticket. Si tratta di medicinali previsti obbligatoriamente per la popolazione carceraria che è costituita anche da pazienti con Tbc latente".

Lo denuncia la consigliera regionale del Centro democratico, Anna Maria Busia, che sollecita l'intervento del Ministero, della Giunta e del Consiglio. "Il rischio – spiega – è che in assenza di cure i detenuti possano sviluppare la malattia e al tempo stesso contagiare gli operatori del carcere.

Tenuto conto della situazione, è urgente un intervento da parte degli organi competenti anche ricorrendo alle scorte di medicinali esistenti in altri presidi. Inoltre, visto che la Sanità penitenziaria è materia di competenza della Regione, è indispensabile un proporzionato impegno economico visto che in un settore così importante per la salute pubblica non sono immaginabili tagli di risorse. Infine, alla luce della situazione nelle carceri della Sardegna non è più neanche procrastinabile la nomina, da parte del Consiglio, del Garante regionale dei detenuti".

Secondo quanto riferisce Anna Maria Busia, "il Dipartimento del farmaco è stato già sollecitato ma la situazione è diventata ancor più difficile con la nuova organizzazione dell'Ats. Il centro clinico di Uta è una farmacia territoriale: ogni decisione deve ottenere l'autorizzazione del nuovo direttore generale" dell'Azienda unica.