Arriva in Aula il disegno di legge che consentirà ai 29 Comuni sardi mai entrati nel sistema Abbanoa, di continuare a starne fuori, gestendo autonomamente il servizio idrico. Si tratta di un ddl di manutenzione della legge regionale del 2015 che ha istituito l’Egas, l’Ente di governo dell’ambito della Sardegna.

Un provvedimento che recepisce le osservazioni dell’Autorità anticorruzione – che a ottobre aveva bacchettato Regione ed Egas per le modalità dell’affidamento in house del servizio idrico integrato gestito da Abbanoa – e garantisce un adeguato peso ai Comuni che saranno i veri protagonisti della nuova gestione dell’Ente, con la Regione in quota minoritaria al 20%. L’articolo sei del testo prevede infatti che facciano parte del Cia (Comitato istituzionale d’Ambito del nuovo ente) il presidente della Regione o un suo delegato e 10 sindaci designati dal Cal, tra i quali eleggere il presidente.

Ritornando ai Comuni che non intendono rinunciare all’autonomia rispetto ad Abbanoa, i 29 sono Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burcei, Burgos, Capoterra, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant’Anna Aresi, Santulussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisali e Villasimius. Oggi, dopo la seduta congiunta di Consiglio regionale e Cal, l’Aula si è portata avanti con la discussione generale della proposta di legge che porta la prima firma di Antonio Solinas (Pd), fino a votare il passaggio agli articoli. Per il varo della legge bisognerà attendere domani. La seduta è convocata per le 10.