“In un Paese sempre più precario, povero e spaventato hanno vinto coloro che più hanno cavalcato risentimenti, paure e xenofobia.
Tutta la sinistra si trova di fronte a una Caporetto senza attenuanti né possibili auto assoluzioni – sia quella che ha governato in questi cinque anni che quella che si è collocata all’opposizione – schiacciata sotto il peso di tanti errori commessi, primo fra tutti quello di non aver compreso fino in fondo cosa stesse realmente accadendo nella società.
Vecchi vizi e troppi errori quelli di uno schieramento progressista che ha da tempo smarrito la strada, che dovrà ora faticare a ritrovarla, riorganizzando nel campo democratico e progressista una nuova proposta per il Paese: unitaria, alternativa alle destre, credibile.
Programmi nuovi e nuovi gruppi dirigenti: è l’ora di premere il tasto reset.
Ora si dovrà ripartire tutti dall’opposizione, facendo un sacrosanto bagno di umiltà, ricominciando da dove ci si era allontanati: dalla vita reale e dai bisogni delle persone”.
Michele Piras, Deputato







