Lo chiamano Street Fear, letteralmente paura della strada, è una sfida: lanciarsi all’improvviso sulle strisce pedonali, attraversandole senza guardare, proprio nel momento in cui stanno per transitare auto e altri mezzi mentre gli amici, smartphone alla mano, riprendono la scena per postarla sui social. Non è la scena di una città lontana vista al telegiornale o su Youtube, ma una moda degli adolescenti temerari che pare giunta anche a Cagliari.
Urla e schiamazzi nel tratto finale di via Sonnino – direzione porto -; una dozzina di 12-13enni che incitano (tra i due o tre che disperati cercano inutilmente di opporsi alla follia) gli amici a lanciarsi di sorpresa sulle strisce pedonali al sopraggiungere delle auto in corsa mentre loro riprendono la scena col cellulare. E i conducenti costretti a evitarli all’ultimo secondo. E’ la scena di fronte alla quale si è trovato, lunedì notte passate da poco le 22, un gruppo di cinque volontari dell’associazione Guardian Angels, di ronda notturna per consegnare i pasti ai senzatetto della città.
Mentre una parte del gruppo si dileguava istantaneamente all’intervento dei volontari, i compagni rimasti raccontavano, sollecitati dalle domande degli angeli, di essersi allontanati dalla pizzeria nella quale si trovavano, per una festa, con alcuni genitori.
Allertati gli adulti responsabili, i giovanissimi temerari sono stati richiamati all’interno del locale e, all’arrivo della Polizia – sopraggiunta per l’allarme lanciato da alcuni guidatori terrorizzati e furiosi – redarguiti sui rischi cui stavano sottoponendo se stessi e gli automobilisti con il loro folle comportamento.
“Nessuno dei responsabili – ha commentato un testimone – si è accorto che questo gruppo di bambini si trovava senza alcun controllo in mezzo alla strada a mettere a repentaglio la propria vita e quella degli automobilisti. Se non fosse stato per l’intervento dei Guardian Angels sarebbe potuto succedere di tutto. E poi l’arroganza con cui qualcuno di loro si è rivolto ai volontari mi ha scioccato vista la loro giovane età. Avranno avuto una dozzina d’anni. Soprattutto con quello che si sente in giro – ha concluso – se fossi un genitore starei un po’ più attento a quello che fa mio figlio a pochi metri da me”.