Il peggior nemico dell’agricoltura sarda? La burocrazia. All’affollata assemblea regionale della Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) a Tramatza lo hanno rimarcato un po’ tutti, dal presidente regionale Francesco Erbì a quello nazionale Dino Scanavino e in qualche modo anche lo stesso assessore regionale dell’Agricoltura Pierluigi Caria, che riferendosi alla macchina amministrativa della Regione e del suo assessorato in particolare ha dovuto ammettere che “abbiamo una 500 per correre una gara di Formula 1”.
“Ogni agricoltore sta 103 giorni davanti agli sportelli della Pubblica amministrazione”, ha spiegato Erbì sostenendo che vi è la necessità di riscrivere per intero la politica agricola della Sardegna e di mettere in campo una “riforma totale della Pubblica amministrazione”. Nel mirino degli agricoltori anche l’Unione europea. Secondo Scanavino infatti “I ritardi della Pac denunciati della Sardegna sono in linea con quel che accade nel resto dell’Italia. E questo certifica l’inadeguatezza degli strumenti comunitari”.
Chiamato in causa anche il nuovo Governo nazionale: “Deve tagliare i pesi morti dell’agricoltura italiana e convertirli in risorse”. I diretti interessati, agricoltori e allevatori, però non sono esenti da colpe perché i ritardi nei pagamenti dei premi comunitari, come ha rivelato l’assessore Caria, sono dovuto nel 15% dei casi all’indicazione di un Iban sbagliato e spesso anche alla presentazione di documenti scaduti. Un’occasione importante di confronto tra agricoltori e pubblica amministrazione regionale sarà l’appuntamento con gli Stati generali dell’agricoltura che l’assessore Caria ha annunciato per il 20, 21 e 22 settembre a Cagliari.
Le pratiche sui pagamenti dei premi comunitari ferme perché presentano delle anomalie non sono compilate direttamente dagli agricoltori, ma dai centri di assistenza agricola o gestiti da associazioni di categoria o da tecnici privati. E’ in questo passaggio che si annidano errori più o meno banali, come l’errata comunicazione dell’Iban, l’indicazione di un documento di identità scaduto e altre piccole anomalie che inficiano la domanda in generale. E’ questo che ha sottolineato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, durante l’incontro con gli agricoltori della Cia.
“La mia è stata una chiamata al senso di responsabilità ed attenzione da parte di tutti”, ha precisato Caria che poi ha lanciato un appello: “uniamo le forze fra politica, associazioni di categoria e tutti i portatori di interesse del mondo delle campagne isolano per portare avanti un confronto serrato sulla nuova politica agricola comunitaria e sui pagamenti diretti della PAC. È inaccettabile che la Sardegna sia fra le Regioni più penalizzate d’Italia nel riconoscimento del valore dei titoli agricoli pagati annualmente da Bruxelles, così come previsto in tutti gli Stati dell’Unione europea, agli imprenditori agropastorali. Non è più tollerabile che ci siano ancora Regioni dove chi lavora in campagna riesce a portare a casa oltre il doppio rispetto ad altri che faticano allo stesso modo, se non addirittura in condizioni anche più disagiate come accade in alcuni territori della Sardegna”.







