“La Magistratura di Sorveglianza, in particolare quella di Sassari, si conferma autentica garante dei diritti dei detenuti, anche di quelli che, pur in regime di massima sicurezza, non possono rinunciare a un’ora d’aria destinata al benessere psicofisico per interpretazioni restrittive delle norme. Si è chiusa dunque positivamente una querelle durata un anno”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla sentenza della Prima Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione che, respingendo i ricorsi del Ministro della Giustizia, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e della Casa Circondariale di Sassari, ha confermato le ordinanze emesse dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari.

“La decisione della Corte Suprema di Cassazione – sottolinea Caligaris – ha diversi risvolti positivi non solo perché si chiarisce che il tempo trascorso all’aria non è accorpabile con quello dedicato alla socialità in quanto ogni fattispecie risponde a differenti finalità nella detenzione, ma conferma che anche il regime speciale del 41bis non può essere reso più afflittivo irragionevolmente. Insomma le eventuali limitazioni devono essere sempre motivate da situazioni eccezionali altrimenti la salute psicofisica del detenuto può essere compromessa senza ragione”.

“Non si tratta insomma di fare concessioni a chi sta scontando una pena in un regime di massima sicurezza ma di salvaguardare i principi di uno Stato che ha stabilito regole a cui – conclude la presidente di SDR – non intende derogare”.