Nella serata di ieri, 4 ottobre, il Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunicato a Giuseppe Andreozzi, presidente Teatro Lirico di Cagliari, la decisione del Ministero di non procedere al commissariamento del Teatro Lirico di Cagliari, per la quale era stato notificato in data 12 settembre 2018 l’avvio del procedimento di commissariamento, con invito a controdedurre entro 15 giorni, procedimento destinato a concludersi nei 15 giorni successivi.

“Le contestazioni – scrive Andreozzi – attenevano a una serie di irregolarità sulle quali non posso entrare nei dettagli, per ragioni di riservatezza nei confronti delle persone ipoteticamente autrici o destinatarie di misure economiche e giuridiche non dovute. Si trattava, in buona sostanza, di contestazioni attinenti a contratti integrativi di lavoro, incarichi, riconoscimenti economici, procedure amministrative non a norma e simili.
Abbiamo risposto, in qualche caso spiegando le ragioni che giustificavano, sul piano della legalità e della opportunità, le scelte adottate dal Teatro Lirico; in qualche altro segnalando le obiettive difficoltà interpretative delle norme che ci regolano, derivanti da una commistione di disposizioni di tipo privatistico, legate alla natura giuridica delle “fondazioni”, regolate dal codice civile, dall’altra dalla applicazione di norme tipiche degli enti pubblici, per via della natura non “economica” della nostra attività e per la prevalenza di soci e capitali pubblici. Difficoltà che richiedono ulteriori approfondimenti. Per taluni profili, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Cagliari ci ha fornito un autorevole parere e abbiamo assunto l’impegno a procedere senza indugi ad azioni correttive”.

“Nell’ambito di queste ultime iniziative – continua la nota – si inserisce la dolorosa deliberazione del Consiglio di Indirizzo, già nota agli organi di informazione, di dare mandato al Sovrintendente, perché avvii una procedura con le organizzazioni sindacali, finalizzata al recupero di retribuzioni erroneamente corrisposte ai dipendenti nel periodo dal 2008 al 2011 e mai recuperate. Iniziativa al cui avvio è stato proclamato lo stato di agitazione delle organizzazioni sindacali ed è avvenuto il successivo confronto fra le stesse e il Consiglio di Indirizzo. Nell’ambito delle stesse iniziative mi è stato affidato dal Consiglio di Indirizzo che presiedo il compito di attivare, con il supporto dell’Avvocatura Distrettuale, ogni utile iniziativa per procedere ad azioni di risarcimento danni e segnalazioni di responsabilità la Corte dei Conti nei confronti di chi dovesse risultare responsabile di danno erariale verso la fondazione per le criticità evidenziate.
Il Ministero ha preso atto delle nostre precisazioni e dei nostri impegni e ha adottato la decisione di desistere dal commissariamento, chiedendomi tuttavia di fornire rapporti mensili sulle iniziative intraprese e assicurandomi la disponibilità a calendarizzare un incontro per approfondire le criticità ancora esistenti.
Aver scongiurato il commissariamento del Teatro è un fatto di grande importanza, che permetterà di proseguire nella crescita in atto sul piano economico e della qualità artistica e di sviluppare ulteriori potenzialità ancora inespresse.
Per questo importante risultato ringrazio i consiglieri (Dott.ssa Angela Quaquero, On.le Salvatore Cherchi, Dott. Mario Marchetti e Prof. Francesco Boggio) che hanno fornito un indispensabile contributo alla redazione delle nostre controdeduzioni, la Direzione e l’intera struttura del Teatro che hanno fornito un costante supporto, di conoscenze e materiale, spesso ben oltre l’orario di servizio previsto.

“Ringrazio il Ministero, Il Direttore Generale – scrive Andreozzi – col quale abbiamo avuto un proficuo incontro, e il Ministro Dott. Alberto Bonisoli, cui sarebbe spettata l’adozione del decreto conclusivo, per la sensibilità dimostrata e la fiducia accordataci. Ringrazio anche le organizzazioni sindacali territoriali e la RSU le quali, nel corso di un pur aspro confronto all’esito del quale hanno confermato lo stato di agitazione, si sono astenute dal porre in essere azioni che avrebbero potuto pregiudicare il delicato passaggio del procedimento di commissariamento. Sarà nostra cura proseguire nel confronto per giungere a soluzioni condivise, nel merito e nel metodo”.