I pastori non hanno ancora deciso se accettare o no la proposta avanzata dal Ministro Centinaio ieri a Cagliari. Mentre sui social, sembra prevalere il No dei pastori per il prezzo del latte a 0.72 centesimi al litro, messa sul piatto nel tavolo di otto ore con il ministro delle Politiche Agricolo Gian Marco Centinaio, chiuso ieri a Cagliari. Ma il Governo non demorde e spera nel prossimo incontro del 21 a Roma.
La protesta dei pastori prosegue, nonostante l’attacco alla cisterna nell’oristanese di stamattina, con toni minori rispetto ai giorni scorsi. Dunque, nessuna tregua se non per una sola notte. Le immagini del latte versato continuano a inondare il web, insieme anche ai video degli agricoltori che buttano via la frutta.
L’indicazione è stata chiara: “Non un passo indietro” finché non avranno risposte chiare e certe. La linea è quella di non mollare, continuano così i presidi davanti ai caseifici della Sardegna, in particolare a Thiesi davanti al caseificio Pinna e a Sestu davanti all’azienda di Podda.
La maggior parte sembra non voler accettare la proposta di accordo, anche Felice Floris, del movimento pastori sardi, dopo giorni di silenzio, ha affermato che la bozza di accordo sul tavolo di filiera del latte ovino “è un passo indietro”.
Sembra una domenica di tregua, calma per i pastori sardi, ma da lunedì si aspettano nuove azioni di protesta molto forti in tutta l’isola. C’è un coro unanime di coloro che hanno appoggiato e sostenuto la protesta, che, sempre attraverso i social, invita i pastori a non cedere proprio adesso ad un’offerta diversa da quella per la quale hanno iniziato la cosiddetta guerra del latte: “No all’accordo, la battaglia prosegue”, si legge.
Un’offerta che, a detta loro, non può essere considerata dignitosa e un accordo che non risolverebbe il problema, ma lo rimanderebbe. Servono più garanzie.







