Prende avvio l’iter per il licenziamento collettivo dei 1.453 dipendenti di Air Italy. Dopo l’incontro di oggi tra l’azienda e i sindacati, propedeutico alla procedura di mobilità, quest’ultima inizierà con le comunicazioni dei vertici alle rappresentanze sindacali aziendali.

I sindacati, successivamente, avranno il diritto di convocare la società per un confronto, a disposizione del quale ci sono 45 giorni per incontri in sede aziendale e altri 30 in sede ministeriale.

“Sfrutteremo ogni ora per salvare i posti di lavoro e una realtà che ha garantito il trasporto aereo isolano per 55 anni. Il governo emani presto un decreto che assicuri gli ammortizzatori sociali ai lavoratori, come già per altre compagnie, e i due governi regionali direttamente interessati dalla crisi, Lombardia e Sardegna, si attivino. Venerdì scorso avevamo hanno chiesto un incontro al presidente Solinas, ma senza risposta. Finora il presidente ha operato da solo, senza confrontarsi, ma deve ascoltarci e aggiornarci su quanto si sta facendo”, afferma Elisabetta Manca della Uiltrasporti territoriale.

“L’azienda non potrà prendere decisioni unilaterali prima di 75 giorni, soluzioni a tutela del reddito dei lavoratori e auspico che le istituzioni cerchino un partner interessato, solido finanziariamente, da affiancare all’azionariato pubblico-privato”, sottolinea Arnaldo Boeddu, segretario della Filt Cgil Sardegna.

Mercoledì 4 marzo la Filt Cgil regionale si riunirà per analizzare in maniera approfondita la situazione.

“A che punto sono le interlocuzioni per la compagnia aerea a partecipazione regionale? – chiede l’esponente pentastellato – La politica non può sprecare il poco tempo disponibile per evitare che alte professionalità restino per strada – dichiara il consigliere del M5s Roberto Li Gioi, che chiede l’intervento dell’assessore della Programmazione, Giuseppe Fasolino, affinchè rispetti “l’impegno preso di lavorare 24 ore su 24 per dare risposte concrete”.