L’emergenza sanitaria, finalmente, sembrerebbe volgere al termine, ma la parola fine del libro che racconta l’incubo coronavirus, è solo l’inizio della crisi economica che sta travolgendo centinaia di migliaia di lavoratori, soprattutto privati, in tutta Italia. Questa volta a lanciare un grido di aiuto sono le partite iva di Borore, che attraverso un video di protesta e una lettera indirizzata al Sindaco Bastiana Carboni, al Presidente della Regione Christian Solinas e all’Amministratore straordinario Provincia di Nuoro Costantino Tidu, chiedono che venga ascoltata e presa in considerazione la loro proposta su un possibile ‘accordo di programma fra attività produttive e amministrazione comunale’.

Riportiamo integralmente il testo della lettera inviata alle Istituzioni:
“Premesso che noi attività produttive, per la maggior parte, siamo arrivati al triste record di 60 giorni di chiusura consecutiva, senza considerare che già prima della serrata, la paura e le limitazioni autoimposte, avevano comunque ridotto spostamenti e acquisti; che la prospettiva sarà quella di arrivare fino al 18 maggio senza possibilità di riaprire alcune attività commerciali. Valutato che il dramma, quello del contagio, insegue e genera un dramma economico le cui ripercussioni saranno, forse, più durature della stessa pandemia. Considerato che la vita economica del nostro territorio, quella non legata al settore pubblico, è sulle spalle di noi attività produttive. Ricordato altresì che, purtroppo e in linea con le disposizioni normative del Governo, le attività commerciali in genere, lavoreranno con spazi e affluenze di pubblico ridotti fino anche al 30% e che saranno costrette ad investire ulteriori somme per garantire il rispetto delle norme di sicurezza imposte, chiediamo che l’Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco, si impegni a:

1) ridurre, fino al 31 dicembre 2020, tutte le tasse comunali dirette e indirette, abbattendole in percentuale proporzionata al periodo di chiusura o riduzione dell’attività di ogni impresa;
2) stanziare, dal proprio bilancio, un contributo a fondo perduto, al fine di ridurre, almeno in minima parte, le perdite economiche per la chiusura obbligatoria;
3) sospendere, senza interessi, fino al gennaio 2021, tutte le ingiunzioni di pagamento;
4) coinvolgere i Sindaci dei paesi limitrofi, affinché anche questi, possano, aderendo, adottare gli stessi impegni ed inoltrare le nostre richieste anche agli organi provinciali e regionali preposti;
5) farsi portavoce, magari attraverso l’ANCI regionale, presso il Governo affinché si abbia un aiuto concreto come un “credito d’imposta” per tutte le Partite Iva che sono state sottoposte a chiusura o che hanno avuto una riduzione delle attività. Questo credito garantirebbe la liquidità che il governo, per mancanza di risorse, non è ancora riuscito a dare;
6) farsi portavoce con il governo di un “ricalcolo trimestrale” dei contributi a fondo perduto per le PMI e Micro Imprese, che tenga conto delle reali perdite subite, instaurando un ulteriore fondo dedicato ed abbreviando al massimo i tempi di erogazione.
7) creare una ‘Commissione comunale consultiva e permanente per le attività produttive’ che possa essere uno strumento efficace, forte e di supporto ad eventuali altri periodi negativi (come quelli attraversati prima del Covid-19).

Questi punti sono la base necessaria per consentire alle attività produttive una ripartenza efficace. Siamo convinti che il nostro paese abbia bisogno della collaborazione di tutti e che, dal bene delle partite iva, dipenda il futuro stesso del nostro territorio. Pertanto, con questo accordo e la sua sottoscrizione, chiediamo un atto di impegno e responsabilità: da parte del primo cittadino nell’assicurare quanto chiesto e da parte delle attività del nostro paese, nel fare tutto quanto é nelle nostre possibilità per vincere questa inaspettata crisi economica.
Con la sottoscrizione del presente accordo, il Sindaco garantisce, entro il mese di maggio 2020, di dare attuazione e corso ai punti sopraddetti”.