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"E' in corso l'attacco più subdolo e senza precedenti allo Statuto di autonomia della Sardegna, di cui tutte le forze politiche isolane chiedono un rafforzamento e invece prosegue l'azione di svuotamento di poteri delle autonomie".

Lo sottolineano i consiglieri regionali Mario Floris e Giovanni Satta dell'Uds e Marcello Orrù (Psd'Az) che hanno presentato una mozione con la quale chiedono al presidente della Regione di rappresentare al Parlamento, al Governo e alle forze politiche la contrarietà della Sardegna alla riforma. I tre denunciano un "vero e proprio attentato alla specialità autonomistica contro il quale l'intero popolo sardo deve insorgere a tutela dei propri diritti costituzionali, storici, culturali, politici, sociali ed economici". Floris, Satta e Orrù definiscono "chiaramente fuorviante rispetto al contenuti", il titolo stesso della legge, definendolo un "inganno rispetto agli obiettivi che si pone".

"Appare poi abnorme proporre modifiche senza il rispetto delle modalità previste dall'art. 54 dello Statuto e dalle procedure della stessa Costituzione, a cominciare dalla riforma del Senato in palese contrasto con l'art. 17 dello Statuto sardo che prescrive l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e quello di componente di una delle Camere. Una norma – sottolineano – che si può modificare solo attraverso l'accordo Stato-Regione e un'apposita modifica dello Statuto secondo le procedure legislative di rango costituzionale".